Un polo culturale dinamico in provincia di Pisa, con esperienze sensoriali, percorsi didattici e reperti unici, tra cui i tesori della Necropoli di Belora.
Un piccolo e preziosissimo museo. Dinamico, all’avanguardia, pensato come luogo di educazione. Il C’Era-Centro Espositivo Riparbella Antica, che aprirà i battenti l’8 marzo (dalle 17 in poi), sarà uno spazio tutto da scoprire. Un viaggio nel passato attraverso reperti, nuove tecnologie ed esperienze sensoriali: “Il percorso – spiega Fabrizio Burchianti, archeologo e progettista del C’Era (in sinergia con la Soprintendenza) – si apre con una sezione interattiva e multisensoriale, scelta molto significativa. Ad accogliere i visitatori ci sarà un video con narrazione audio (che permette la fruizione anche per non vedenti e ipovedenti) per l’introduzione alla visita e una parte tattile nella quale sarà possibile toccare le riproduzioni di alcuni vasi rinvenuti nella necropoli di Belora. Presente anche un pannello pop up con frammenti di ceramiche originali. Toccandole si potrà scoprire e sentire le diverse tecniche utilizzate nell’antichità per la produzione di vasellame in ceramica”. Nel Centro Espositivo è stata allestita anche un’aula didattica che andrà ad integrarsi anche con la biblioteca: “Sarà un polo culturale vero e proprio, con elementi in grado di ‘parlare’ a pubblici diversi, bambini e ragazzi compresi, unendo didattica classica ed esperienze sensoriali. Un’area museale in movimento, con reperti che si sveleranno per la prima volta e verranno esposti a rotazione, in collaborazione con il museo di Cecina. Non mancheranno, infine, spazi per le mostre temporanee”.
“Il nome ‘C’era’ – aggiunge il sindaco di Riparbella Salvatore Neri – è un acronimo che racchiude Cultura, Esperienza, Ricerca, Archeologia, un nome che parla della nostra storia, ma anche di una memoria viva che continua a trasformarsi e arricchirsi. Non sarà solo un museo, ma un luogo di narrazione e incontro, dove passato e presente si intrecciano e dialogano. Un progetto ambizioso che affonda le radici nel passato per proiettarsi verso il futuro. L’area museale accoglierà i preziosi reperti rinvenuti sul nostro territorio, come gli straordinari corredi funerari della Necropoli di Belora e la celebre corona Aurea, simbolo della raffinatezza etrusca. Ma sarà anche un luogo di incontro, didattica e scoperta, grazie a percorsi interattivi e innovativi che permetteranno a cittadini, studenti e visitatori di immergersi nella nostra storia millenaria. Questo traguardo è stato possibile grazie alla sinergia tra molteplici attori – prosegue – la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Pisa e Livorno, che ha seguito con cura ogni fase del progetto; la Regione Toscana e il GAL Etruria, che hanno sostenuto l’iniziativa attraverso il bando 7.6.2 per la riqualificazione e valorizzazione del patrimonio culturale; e, soprattutto, la nostra comunità, che ha creduto in questo sogno e lo ha sostenuto con passione”.
“Un ringraziamento speciale – conclude il sindaco – va agli archeologi e agli studiosi che hanno dedicato tempo ed energie per riportare alla luce i tesori del nostro passato. Un grazie particolare anche ai cittadini che hanno contribuito economicamente alla realizzazione dei nuovi scavi attraverso l’Art Bonus attivato qualche anno fa, nonché agli uffici comunali che hanno lavorato con determinazione per rendere possibile questa importante opera. Senza il loro contributo, oggi non saremmo qui a celebrare un momento così significativo. Un lavoro fatto dalla collettività per la collettività, perché Riparbella è anche questo”.