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Sei anni senza Francesco Vaira, la lettera commossa dei genitori

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Sei anni senza Francesco Vaira, il 25enne cresciuto tra Volterra e Chianni, trovato senza vita lunedì 23 novembre 2015 nel letto della sua abitazione a Firenze, deceduto in seguito a un malore nel sonno.

I genitori Pasquale Vaira e Giulia Villa (Paco Paquito e Celestina di Circusbandando) lo ricordano in una lettera aperta, che qui di seguito riportiamo in maniera integrale:

FRANCESCO, SEI ANNI
Fra i cento all’ora della mattina
collane di perle , cravatte anossiche
labbra ripiegate in smorfia amara
mani chiuse a pugno ficcate nelle tasche
spiccioli di una vita mendicante
caduti nel barattolo del tempo
immagino il sorriso eterno di un eterno ragazzo;
cappello di paglia calato sulla testa
nel gesto monello di toglierlo,
il suo saluto irriverente e giocoso.
In quel pensiero mi rifugio;
trova, così, caldo riparo il cuore
e la bocca il sorriso
Barbara Cerri

Sei. Sei anni. Sei tu. Sei tu, spirito libero, che sei anni fa, all’improvviso, sei volato in
cielo continuando a stare comunque nei nostri pensieri, nel nostro cuore,
nella nostra vita.
Come prima. Più di prima.
Da allora in tutto quello che facciamo abbiamo te, il tuo sorriso, il tuo sguardo da
bambino, poi ragazzo e poi adulto alla ricerca della tua strada negli angusti spazi di
questo mondo prima e in quelli infiniti dell’universo poi.
Ci avevi abituato da subito, appena ragazzino di Scuola Media alla tua autonomia di
movimento e di giudizio… E poi via via è stato un crescendo, incessante e
tumultuoso, il tuo cercare la vita per le strade più diverse, spesso, distante da noi.
Ci hai come preparato ad averti con noi stando tu sempre piuttosto lontano nella
tua ricerca e nelle tue storie…
Sì …Spirito libero. Dolcissimo e inafferrabile.
Ora ti abbiamo con noi come prima e più di prima.
A dirlo, a scriverlo ha dell’incredibile ma noi sappiamo quanto sia vero.
E ce lo diciamo e lo diciamo e lo ripetiamo sin da quei primi momenti che mai
ovviamente dimenticheremo.
Ci comunicarono, a casa, nella tarda mattinata di una fredda mattina di fine
novembre quello che era successo lì a Firenze, in Via Ponte alle Mosse, zona Porta
al Prato, dove tu abitavi. Che nel sonno, mentre dormivi, avevi lasciato questo
mondo, noi, i tuoi amici, tutte le tue cose e i tuoi progetti per viaggiare in un’altra dimensione dove sicuramente, ci viene da pensare, ti sarai sentito comunque a tuo
agio per vivere, meglio la tua musica, il tuo ritmo, la tua libertà.
Quei momenti, quei secondi, quei minuti, quelle ore e quelle giornate sono
impresse nella nostra memoria in maniera indelebile…
Cominciammo a sentirti da subito presente in maniera diversa.
Ma ugualmente intensa.
E cantammo, piangemmo, festeggiammo e ci abbracciammo per te e con te.
E così abbiamo continuato a fare in questi anni….
Così abbiamo continuato a sentire la tua diversa presenza nel nostro muoverci
quotidiano, quando camminiamo, quando viaggiamo, nel nostro guardare il mare e
le colline qui intorno a noi, nella pioggia che cade, nell’alba e nel tramonto, nel sole
accecante d’estate e nel buio più profondo della notte, nei colori caldi dell’autunno,
in tutto quello che ci circonda.
Non è un ricordo.
Come dire, non è solo un ricordo.
E’ un’emozione continua.
E’ vita.
E’ un’energia che non ci abbandona e ci dà forza.
Per vivere ancora più di più e meglio..
Come quando ci perdiamo nella bellezza dei bambini che nascono, figli delle tue
amiche e dei tuoi amici, nei viaggi lontani dei tuoi compagni di sempre, negli
abbracci e nei brindisi in tuo onore…
E ugualmente quando guardiamo gli occhi grandi e sorridenti dei bambini nei nostri
spettacoli, e rivediamo te, piccolo, curioso e felice con tutta la vita davanti.
E sì. Ci perdiamo facilmente in tutti questi sentimenti che ci portano a te.
Ci perdiamo, ed è piacere, sofferenza, lacrime e risate tutto insieme, anche nelle
pagine che tanti ti hanno scritto in questi anni ricordando il tempo trascorso con te.
Così la tua cara Guendalina

“Caro Frankie, te ne vai e mi lasci sconvolta, stupefatta, con un cuore enorme che non mi entra più nel petto e mi fa male. Penso alle cose che abbiamo condiviso, a quel percorso in comune che abbiamo fatto tenendoci per mano

Quel percorso scolastico molte volte frustrante, per noi che non eravamo mai d’accordo, per noi che avevamo sempre qualcosa da aggiungere, da obiettare.
Mi guardavi con quegli occhioni sgranati e già sapevo che non eri d’accordo, che eri stufo di star seduto ad ascoltare chi pensava di saperne più di noi sulla vita ma che non si immaginava neanche in verità cosa stavamo vivendo.

Mi porto dentro questo tuo animo ribelle e puro nel suo opporsi alle ingiustizie come quando il professore voleva che ti togliessi la fascia dai capelli in segno di rispetto e tu ti rifiutavi La gente ti diceva: “Che ti importa? Toglila” ma tu dicevi :” E’ per principio”
Hai ragione Frankie, la vita è una questione di principio e noi per principio non ci pieghiamo. Non ci pieghiamo neanche di fronte alla morte perché non vogliamo dargliela vinta. Perché tu VIVI!

Vivi nei miei passi, dietro ai miei occhi, nel tuo sorriso che brilla dentro di me e ti porterò lontano per sempre. Non mi piego Frankie, non me la tolgo la fascia dai capelli, né ora né mai.Tu vivi nel mio cuore e nel cuore di tutte le persone che hanno avuto la fortuna di starti vicino.
Guenda”

Proprio così! Come scrive Guendalina parlando di te, sempre suo grande amico e
compagno di marachelle, nei suoi più dolci ricordi, quelli di una gioventù spensierata
e irriverente. Non ti toglievi la fascia dai capelli. Non volevi dargliela vinta.

E noi, come la tua amica Guenda e come tante altre persone che ti hanno conosciuto,
anche noi siamo orgogliosi di te.
Allora e anche adesso dopo sei anni dalla
tua trasformazione in pura energia.
Non gliela diamo vinta. Per noi non sei scomparso.
No.
Per noi tu ci sei e ci piace continuare ad averti vicino.
Ci piace continuare a sentire il tuo respiro.
La tua anima ribelle.
Ci piace continuare ad avere il tuo sorriso.”

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