CAPANNOLI. I microfoni di VTrend hanno raggiunto Arianna Cecchini, sindaco di Capannoli e delegato all’istruzione per l’Unione Valdera. Abbiamo chiesto a Cecchini la sua posizione riguardo la chiusura o meno delle strutture scolastiche.
“Nella zona arancione rafforzata e nella zona rossa il Dpcm prevede che le scuole siano chiuse, – ricorda la prima cittadina – la Regione Toscana si è però mossa per chiedere di lasciar aperti i servizi 0-6, ovvero nidi e materne, questo perchè in parte la competenza è della Regione stessa. Per quanto invece concerne le scuole statali la competenza risiede tutta nel Ministero.”
“Il tema non è affatto banale, – sottolinea Cecchini – i bambini, dal punto di vista psicologico, ne stanno soffrendo molto più degli adulti: attacchi di panico ed ansia sono solo alcuni esempio. Ecco che è venuta fuori una proposta di Acci per chiedere che si faccia una modifica al decreto e si permetta, anche in zona arancione rafforzata e rossa, l’apertura delle scuole. L’idea – ci informa il Sindaco – è quella che gli edifici scolastici vengano chiusi per ultimi. Il danno, che questo può portare, è irreparabile per i ragazzi, oltre a mettere in difficoltà anche molte famiglie. Le persone lavorano e i figli che fanno se non vanno a scuola? A chi vengono lasciati?” – si interroga Cecchini, ma così come molte altre persone.
“I dati ci dimostrano che i contagi non arrivano dalle scuole. Se c’è un positivo in classe e si fanno fare i tamponi a tutti i compagni, difficilmente qualcuno risulterà positivo. Ciò significa che il contagio arriva da fuori, e quindi o dalla famiglia o dagli amici o dalle attività sportive. – precisa- Il personale scolastico è quasi tutto vaccinato e quindi il contagio, se non si porta da fuori, all’interno della scuola non c’è.”
Conclude a proposito dell’attuale situazione nel comune di Capannoli: “Sul nostro territorio ci sono tutte le classi a scuola, nessuna quarantena è in corso. Questo a sottolineare come, a parte alcuni focolai e casi specifici, il grosso dei contagi non risiede dentro le scuole, ma fuori. Il problema sono il parco giochi, il motorino tutti insieme, la mancanza di mascherina ecc.. Piuttosto chiudiamo i parchi o le aree verdi, ma non le scuole.”
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