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Vino e dazi: cosa rischiano le aziende pisane? 

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Le dichiarazioni di Valter Tamburini, presidente della Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest e Maurizio Iannantuono, proprietario del Podere La Chiesa (azienda vitivinicola situata a Terricciola) rilasciate a VTrend.it.

La questione dei dazi sta scuotendo il panorama economico internazionale e anche quello della provincia di Pisa, un’area fortemente legata all’export e alla manifattura. A fare il punto sulla situazione è Valter Tamburini, presidente della Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest, che ha condiviso con VTrend.it le sue riflessioni sulla delicata situazione.

La preoccupazione è indubbiamente alta, soprattutto nel settore vinicolo e in altri ambiti legati alle esportazioni. “Se i dazi venissero ripristinati, si aprirebbe un problema non da poco“, ammette Tamburini. “Le difficoltà sarebbero evidenti per l’economia, non solo in Europa, ma anche negli Stati Uniti, dove alcuni investitori legati alla campagna di Trump stanno subendo perdite ingenti“.

Nel corso dell’intervista, Tamburini ha sottolineato che, sebbene la misura sia stata sospesa per tre mesi, la sensazione di incertezza permane. “Sono fiducioso che prevalga il buonsenso, anche da parte americana. I dazi non sono solo dannosi per l’economia mondiale, ma anche per quella statunitense“, ha spiegato il presidente della Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest.

Un aspetto rilevante riguarda il settore del vino, un fiore all’occhiello per la provincia di Pisa. Gli Stati Uniti rappresentano il terzo mercato di esportazione per i produttori vinicoli locali, dopo Germania e Francia. Tuttavia, la possibilità di un inasprimento dei dazi potrebbe mettere a rischio questa parte vitale dell’economia pisana. “Il mercato americano è importante, ma non è facile sostituirlo con nuovi mercati in tempi brevi“, ha osservato Tamburini, evidenziando la difficoltà di diversificare l’export.

Il vino pisano è apprezzato oltreoceano, ma un incremento dei dazi potrebbe ridurre la competitività dei prodotti, soprattutto quelli di fascia medio-bassa, che risentirebbero maggiormente della tassazione. “Nel settore dei beni di lusso la situazione è diversa“, ha aggiunto Tamburini, “chi è disposto a spendere per un prodotto di alta gamma, in ogni caso, lo acquista anche con una tassazione più alta. Ma per prodotti di consumo più ampi, la situazione sarebbe ben più complessa“.

Anche altri settori chiave per l’economia locale, come la moda e la lavorazione del cuoio, potrebbero risentire negativamente di eventuali dazi. Se il comparto vinicolo è sotto i riflettori, l’industria della moda e del cuoio, che già stava affrontando una crisi preesistente, potrebbe subire un ulteriore colpo. “La zona del cuoio, legata alla moda, non aveva bisogno di complicazioni aggiuntive“, ha sottolineato Tamburini, facendo riferimento a un settore che stava già lottando per superare le difficoltà economiche.

La questione dei dazi è ancora in sospeso, ma Tamburini si augura che nei prossimi tre mesi si arrivi a una mediazione. “Mi auguro che il buonsenso prevalga, anche da parte della leadership americana. Gli Stati Uniti stessi stanno pagando il prezzo di queste politiche economiche, con l’inflazione e l’aumento dei prezzi che colpiscono direttamente i consumatori“.

Il presidente della Camera di Commercio di Toscana Nord-Ovest esprime una certa fiducia, ma allo stesso tempo ribadisce l’urgenza di trovare soluzioni per evitare danni irreparabili. “La situazione è delicata e non possiamo permetterci di abbassare la guardia“, ha dichiarato Tamburini, indicando la necessità di monitorare attentamente l’evolversi delle trattative tra Europa e Stati Uniti, con l’auspicio che prevalga una visione pragmatica e lungimirante.

Come detto, il mercato del vino italiano, in particolare per quanto riguarda le esportazioni verso gli Stati Uniti, sta attraversando un periodo di incertezze e preoccupazioni. Anche Maurizio Iannantuono (proprietario del Podere La Chiesa, azienda vitivinicola situata a Terricciola) che si confronta quotidianamente con le sfide di un settore in continua evoluzione, ha rilasciato alcune dichiarazioni a VTrend.it.

Le recenti notizie sui dazi imposti sulle esportazioni di vino italiano negli Stati Uniti hanno creato non poche difficoltà. “La questione è abbastanza chiara, anche se è una parola grossa“, ha commentato Iannantuono, sottolineando come i continui rumors e le informazioni contraddittorie stiano generando confusione nel mercato. “Questi segnali, che si alternano, non fanno altro che aumentare la preoccupazione e rallentare le importazioni“.

Fino a quando non sono stati resi noti i primi numeri concreti dei dazi, ha spiegato Iannantuono, l’incertezza ha regnato sovrana, con le aziende che non sapevano come orientarsi. Questo rallentamento nelle importazioni è stato visibile, con una riduzione delle esportazioni che ha toccato anche la Valdera, area conosciuta per la sua tradizione vinicola.

Il fenomeno non è isolato e ha colpito l’intero comparto. “Ne parliamo tra colleghi, è un problema che riguarda tutti“, ha dichiarato il produttore, evidenziando come le difficoltà legate ai dazi abbiano anche ripercussioni sull’umore delle persone. “L’incertezza influisce non solo sull’attività aziendale, ma anche sull’animo delle persone. Quando c’è incertezza, non si sa come affrontare la situazione“, ha osservato Iannantuono, facendo riferimento a un clima di preoccupazione che arriva dopo anni difficili, tra la pandemia da Covid-19 e la guerra in Ucraina.

Pensavamo di poterci riprendere da tutte queste difficoltà, ma ora ci troviamo di fronte a una guerra commerciale che non ci aspettavamo“, ha aggiunto. Nonostante le difficoltà, il produttore non si arrende e cerca soluzioni alternative, cercando di diversificare i mercati. “Con il Consorzio Vinitoc per Redipisa stiamo già valutando altre possibilità, esplorando nuovi mercati e organizzando iniziative all’estero per compensare la perdita del mercato americano“, ha dichiarato Iannantuono, sperando che la situazione possa stabilizzarsi.

Sul fronte della produzione, la stagione del vino 2023 è ancora troppo lontana per essere valutata, ma il produttore ha parlato con ottimismo del raccolto dello scorso anno, che ha dato buone soddisfazioni. “Non possiamo ancora dire come sarà il vino di quest’anno, ma quello dello scorso anno è stato molto positivo“, ha commentato.

Iannantuono ha anche parlato delle problematiche legate al clima, un tema sempre più centrale nel settore vitivinicolo. “La questione climatica è una delle nostre preoccupazioni quotidiane. Dopo un inverno molto piovoso, speriamo che il tempo ci dia una tregua“, ha spiegato. Le condizioni ideali per la crescita delle viti, secondo il produttore, sarebbero quelle di un clima mite, con occasionali piogge che possano nutrire le vigne. “Adesso le gemme delle viti stanno cominciando a crescere, ma è troppo presto per fare previsioni sulla stagione“, ha aggiunto.

Con l’arrivo della primavera, la speranza è che il clima favorevole possa contribuire a una buona annata, ma nel frattempo, le incertezze legate ai dazi e ai cambiamenti climatici rimangono un’incognita per il futuro del settore vinicolo.

Maurizio Iannantuono, nonostante le preoccupazioni legate ai dazi e al rallentamento delle esportazioni verso gli Stati Uniti, rimane ottimista sul futuro del vino e sulla capacità di adattarsi alle difficoltà. “Ci siamo posti il problema, ma cerchiamo soluzioni“, ha concluso, guardando con fiducia alla possibilità di superare anche questo momento di incertezza. ©Riproduzione Riservata VT

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