VALDERA. Apit Italia, insieme ad altre associazioni, lancia il Primo Sciopero delle Partite Iva per chiedere al governo Draghi azioni concrete per aiutare le aziende messe in ginocchio dalla crisi economica causata dalla pandemia.
Alla manifestazione aderiscono diverse associazioni nazionali e regionali, tra cui Partite Iva Insieme per Cambiare, Silb Fipe (Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da Ballo e di Spettacolo), L’ Associazione Nazionale Dj, il M.I.O. (Moviemnto Imprese e Ospitalità), l’Aias (Associazione Imprese e Autotrasporti Siciliani), Pin (Partite Iva Nazionali), la Rete delle Partite Iva. “Un anno è trascorso e poco è stato fatto per mettere in salvezza il tessuto economico del paese – spiega i motivi dello sciopero Saviano Raffaele, segretario di Apit Italia -. Migliaia di aziende hanno chiuso e altre falliranno nel 2021 non per colpa del Virus ma delle scelte economiche sbagliate di chi ci governa. Tante attività cercano di resistere con la speranza di una ripartenza, accumulando sempre più debiti. Molte le categorie , le piccole e nano imprese duramente sacrificate dal sistema. Il 10 marzo diremo BASTA. BASTA, essere considerati il Bancomat di uno stato sprecone e disorganizzato e incapace. Sarà principalmente uno sciopero fiscale: se tu mi chiudi io non ti pago. Apit ha lanciato da mesi delle proposte ,fra le quali risarcimenti sulla perdita del fatturato per tutte le partite Iva e non in base ad un codice Ateco che discrimina tante categorie. Serve una Riforma vera del sistema fiscale. Servono garanzie sul credito, sui futuri investimenti. Serve diminuire enormemente il costo del lavoro. Serve investire sui giovani, sull’istruzione e sulla formazione. Servono più controlli sugli sprechi pubblici. Riformare il sistema di controllo fiscale: le agenzie delle entrate; molto spesso colpevoli e causa del fallimento di centinaia di migliaia di imprese: richieste di interessi illegittimi su sanzioni e soprattutto accertamenti fantasma su aziende sane. Per scoprire poi che i funzionari dell’ADE ricevono bonus sugli accertamenti. In conclusione: serve controllare il controllore.”
Federica Barabotti, responsabile Apit area Valdera lancia l’invito a tutte le Partite Iva di partecipare: “Da oltre un anno molte attività sono al collasso, non vogliamo le briciole dei ristori che non bastano a coprire le spese, tasse e i costi di gestione che continuano ad esserci! E’ importante la partecipazione di tante Partite Iva che unite si presentano a Roma davanti a chi decide per avere il nostro Diritto a lavorare e vivere”.
“La manifestazione di piazza – Marco Bartaloni, nuovo referente Apit Pontedera – é una forma di attivismo che porta molte persone che condividono un’ insoddisfazione come in questa fase e attraverso la partecipazione rendono visibile la loro opinione. Essere in piazza ha un significato molto importante e il numero di corpi presenti determina la riuscita della stessa manifestazione. Quindi la partecipazione in massa ha un valore enorme per la protesta che può essere di attenzione per le forze politiche e/o istituzionali. Solo così potrà essere raccontato dagli opinionisti di tv, radio, social e carta stampata. Le manifestazioni di massa hanno rappresentato nel Novecento un momento fondamentale per lo sviluppo della democrazia e per le logiche di nazionalismo. Perciò invitiamo tutti coloro che credono che gli aiuti o i ristori arrivati non siano stati sufficienti per sopperire alla chiusura imposta dallo stato o all’apertura parziale con cali di fatturato, deve venire con noi a Roma per protestare e farsi sentire. Il potere politico e decisionale è a Roma e quindi il 10 marzo a Roma abbiamo l’opportunità di far sentire la nostra voce.”
