La nota della Lega Nazionale Dilettanti Toscana.
Nel mondo dello sport, le emozioni sono spesso forti, e in alcune occasioni, la frustrazione può sfociare in comportamenti eccessivi. È il caso di un giovane tesserato della società Bibbiena, che, dopo una partita persa nei minuti finali sul campo di Rosia, ha ceduto alla rabbia, dando luogo a un episodio di esuberanza eccessiva all’interno dello spogliatoio della squadra ospitante.
La situazione è stata prontamente gestita dalla società, che, a seguito di una telefonata ricevuta dalla ASD Rosia, ha potuto appurare l’accaduto. L’atleta, consapevole del proprio errore, ha prontamente ammesso la sua colpa, chiedendo scusa sia alla propria società che ai compagni di squadra. Tuttavia, ciò che avrebbe potuto sembrare un episodio destinato a rimanere nell’ambito di una semplice “correzione interna” ha preso una piega del tutto speciale, grazie a un gesto di giustizia riparatoria.
La svolta è arrivata con l’intervento di Tommaso Giani, coordinatore del progetto “Non Solo Piedi Buoni”, a cui la società Bibbiena aderisce. Giani, contattato per trovare una soluzione al caso, ha proposto una visita al campo di Rosia, accompagnato dal giovane atleta e da alcuni compagni di squadra, per scusarsi personalmente con gli avversari. Un’azione che ha fatto la differenza, trasformando un errore in un’opportunità di crescita e riflessione.
L’accoglienza degli avversari è stata sorprendente e, anzi, ha contribuito a rendere l’esperienza ancora più significativa. La squadra del Rosia ha accolto il giovane tesserato con una sciarpa del Rosia, che gli è stata offerta come “penitenza” simbolica per il gesto, accompagnata da una merenda in cui i ragazzi si sono seduti insieme, discutendo dell’accaduto, conoscendosi meglio e riflettendo sul valore dello sport e della responsabilità.
Questo episodio rappresenta un esempio di come la giustizia riparatoria possa essere un’alternativa efficace rispetto alle tradizionali sanzioni disciplinari, che troppo spesso finiscono per allontanare i giovani dallo sport invece di stimolare in loro una riflessione profonda sull’errore commesso. In questo caso, il pentimento sincero e l’incontro tra i ragazzi hanno permesso di trasformare un momento di rabbia in un’opportunità di crescita reciproca e di maggiore comprensione.
Il progetto “Non Solo Piedi Buoni”, che promuove valori di solidarietà, rispetto e responsabilità, ha quindi svolto un ruolo fondamentale nel guidare il giovane atleta verso una riflessione più matura sull’importanza di accettare le proprie imperfezioni, imparando a correggerle in modo costruttivo e umano.
Un episodio che, al di là delle sanzioni, ha dimostrato come il vero insegnamento dello sport risieda nella capacità di affrontare e riparare gli errori con dignità, dialogo e rispetto reciproco. Fonte: Lega Nazionale Dilettanti Toscana
