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Halloween tra letteratura e cinema: alla scoperta dei mostri più famosi

12:08

Vampiri, streghe, morti viventi e mostri di ogni tipo animeranno la notte di Halloween: alla scoperta dei mostri più famosi del nostro cinema e della nostra letteratura.

Le celebrazioni di Halloween hanno, ormai da anni, varcato oceano e Alpi e sono entrate, non senza qualche dissenso, anche nella nostra cultura popolare.

La notte del dolcetto o scherzetto è, infatti, ormai alle porte e come ogni anno vampiri, streghe, morti viventi e mostri di ogni tipo saranno i veri protagonisti di feste, racconti e pellicole per la notte del 31 ottobre:

prepariamoci, dunque, alla ricorrenza con un viaggio nell’immaginario alla scoperta dei mostri più famosi del nostro cinema e della nostra letteratura.

LO SQUALO – Quella de Lo Squalo di Seteven Spielberg è una storia realistica ma raccontata con tutti gli stereotipi e le regole della narrazione sovrannaturale: nel mostro si fanno convergere, infatti, entrambi gli aspetti del ‘disumano’ cioè l’animale e la macchina.

Lo Squalo è infatti presentato come una eat machine (cioè una macchina programmata per mangiare), un essere sovrannaturale mosso unicamente dalla volontà di distruzione del genere umano: insomma, un assassino a tutti gli effetti che prova gusto nell’uccidere proprio le persone!

Ma nella realtà lo squalo non è che un semplice predatore che uccide certamente senza odio e per sola necessità di sopravvivenza:

l’attribuzione di questa connotazione psicologica totalmente negative e avversa al genere umano è, infatti, del tutto arbitraria e prende il nome di demonizzazione, un processo che permette di creare mostri e nemici di ogni tipo partendo sempre da soggetti di per sé neutri (come il Clown, ad esempio).

Lo Squalo predatore, infine, ci spaventa perché rievoca la paura atavica – e cioè primordiale – che accomuna tutti gli esseri umani: quella di essere divorati come…una qualsiasi preda!

IL FANTASMA – I fantasmi possono essere figure ostili in modo selettivo (che se la prendono soltanto con chi ha fatto loro un torto) o in modo indiscriminato (cioè arrabbiati…con tutto il genere umano!).

Anche il fantasma rientra a pieno titolo nella categoria dei mostri dai tratti predatori quale entità che ritorna per attaccare i vivi e sottrarre loro la vita.

Proprio per questa disuguaglianza di condizione (uno è vivo e l’altro no), tra vivi e morti che ritornano si crea quasi sempre un rapporto competitivo all’origine di un’interazione spesso tesa e concorrenziale e quindi potenzialmente pericolosa e problematica per tutto il genere umano:

se chi se n’è andato invece di sparire definitivamente ritorna rischia di sottrarre risorse, che sono sempre limitate, a chi invece ne avrebbe diritto perché ancora in vita.

Solo una giusta esecuzione del rito di passaggio (funerale o sepoltura) potrà invece scongiurare il ritorno del defunto e dunque risolvere il conflitto in favore del successore culturale (il vivo) contro il suo predecessore che deve invece…andarsene definitivamente (il morto)!

Questa dinamica veicolata dalle storie di fantasmi è la stessa che, molto più banalmente, regola tutte le nostre culture e infatti, in ogni campo, il predecessore, una volta concluso il proprio compito, deve farsi da parte e lasciare spazio al successore.

Bisogna infatti ricordare che la realtà della finzione (arte, cinema e letteratura) è anche un potente strumento per orientare la realtà primaria che ci circonda, quella nella quale viviamo e che percepiamo con i sensi.

I fantasmi possono essere anche presenze neutre o amichevoli ma il rapporto con loro viene sempre considerato anticulturale e da evitare per lo stesso principio.

LO ZOMBIE – Questo mostro è la versione materialistica del fantasma: incarna, infatti, la sopravvivenza di un predecessore, come era anche per il fantasma, che torna a turbare le esistenze dei vivi ma in forma materiale perché corporea e non più spirituale.

I due dati specifici dello zombie sono infatti la mancanza di una coscienza e un’esclusiva materialità (la sua vita è pura biochimica e stimoli elettrici, ma… non ha un’anima!).

Il mostro che noi oggi chiamiamo zombie nasce nel 1968 grazie alla rappresentazione di maggior successo del regista George A. Romero in La notte dei morti viventi:

il mostro, in questo caso, manifesta tutti i tratti del predatore che riattiva nell’uomo la paura atavica dell’“essere preda” (la caratteristica principale dello zombie è, infatti, la fame antropofaga cioè rivolta verso gli esseri umani: anche lui una eat machine come lo Squalo!).

Da un punto vista sociale, organizzandosi in masse, gli zombie rappresentano anche la fobia delle classi inferiori e della loro invasione dal basso:

sono quindi un modo in cui il pensiero articola l’immaginario dell’invasione razzista e non è infatti un caso se il loro massimo successo negli U.S.A. arrivò proprio negli anni della Guerra Fredda, dello spionaggio e nel periodo di massima affermazione delle masse nere.

LA STREGA – La strega raccoglie sotto di sé molte identità afferenti a una femminilità considerata anticulturale:

può essere la donna brutta e vecchia ma anche la bella donna, pericolosa per il fascino sessuale che esercita sull’uomo, oppure una personalità che ricalca quella della “madre-amante” che impedisce, per troppo amore e protezione, lo sviluppo del figlio, inteso nell’accezione più vasta di successore culturale (in questo caso la strega ci illustrerà “come non deve essere una madre”) mettendo a serio rischio lo stato di conservazione della cultura stessa.

Il mangiare i bambini che caratterizza la strega di Hansel e Gretel è per esempio un’attività che non si addice a una buona madre: la madre deve, infatti, spedire fuori dalla sua pancia i bambini (cioè lasciarli liberi di autodeterminarsi) e non certo…rimetterli dentro!

IL VAMPIRO – Anche questo mostro è antropofago (cioè mangia gli uomini) come gli zombie ma, a differenza loro, oltre che del corpo è dotato anche di coscienza e di un’identità propria.

A differenza dello zombie, si caratterizza anche per una discendenza di tipo aristocratico e per la selettività con la quale sceglie le proprie vittime.

Il vampiro è spesso assimilato al serpente: i denti aguzzi e la bassa temperatura corporea sono, infatti, caratteristiche tipiche dei rettili.

Questo mostro può avere però identità corporea e incorporea a seconda dei casi: a volte è ben visibile mentre altre può scomparire totalmente (per esempio…allo specchio!).

Il sangue di cui si nutre può essere interpretato come la concretizzazione dell’essenza vitale che viene sottratta alla vittima: il vampiro resta, infatti, in vita soltanto se riesce a berlo!

Il vampiro ha anche una forte connotazione sessuale: o è egli stesso un seduttore oppure induce gli altri a superare i loro limiti sessuali, basti pensare che l’azione dell’appoggiare i denti sul collo ricorda abbastanza nitidamente l’atto erotico dell’appoggiare le labbra sul corpo di un’altra persona.

In film più recenti, come in Twilight, l’immaginario del vampiro arriva invece addirittura a sdoppiarsi: oltre al classico antropofago succhiasangue e nemico dell’essere umano, si afferma anche il vampiro non-antropofago che diventa una sorta di supereroe da ammirare e con il quale simpatizzare perché dotato di grande moralità e capace di resistere all’impulso di uccidere in nome di alti principi morali.

Insomma, anche se i mostri adesso non hanno per noi più segreti restiamo comunque pronti a farci prendere dal brivido… nella notte di Halloween!
M.C.

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