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Peccioli, ecco il nuovo impianto: ossicombustione termica con tecnologia flameless

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Peccioli, presentato nel corso del convegno “Economia Circolare” il nuovo impianto di ossicombustione termica con tecnologia flameless. Di questo si è parlato in un specifico incontro  politici e addetti ai lavori; di seguito riportiamo testualmente gli interventi che hanno avuto seguito.

  • Monia Monni, Regione Toscana, assessore con delega all’ambiente. “Non serve un impianto salvifico. Il modello è quello di una serie di impianti che, in rete, possano diminuire la quantità di rifiuti da conferire in discarica. Come Regione Toscana abbiamo immaginato di fare un avviso pubblico agli attori che si occupano di gestione rifiuti chiedendo delle proposte di impianti nella direzione dell’economia circolare. Sono arrivate 40 proposte e Reiambiente ha partecipato con una proposta molto dettagliata e differenziata. L’incontro con Belvedere ha permesso di vincere la sfida più difficile per puntare a ricercare la chiusura del ciclo dei rifiuti. Abbiamo chiesto proposte che non fossero termovalorizzatori e qui da Peccioli arriva una proposta che va in questa direzione. Qui c’è una soluzione, qui c’è un forte profumo di futuro”.

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  • Silvano Crecchi, presidente di Belvedere Spa. «Nel 2005 in Italia c’erano 5000 siti di smaltimento rifiuti illegali e pericolosi. Il nostro Paese era il primo in Europa. Normale che il trattamento dei rifiuti fosse demonizzato. Belvedere è un esempio che va in direzione opposta. Fa la scelta di aprire il suo impianto, di renderlo permeabile alla cittadinanza. Luogo industriale ma collegato al nostro vivere sociale. Belvedere porta un elemento etico nella gestione. Un ruolo culturale che sentiamo di aver svolto. Abbiamo una discarica che è luogo di opere d’arte, cultura, sport. Il ruolo che Belvedere ha svolto non possiamo autocertificarlo. Ma ci diamo un ruolo di responsabilità e progettualità che guarda al futuro. Sono 650 persone che, nelle prime tre domeniche di apertura all’impianto, ci hanno fatto visita. E i visitatori hanno lasciato 100 recensioni, tutte super positive. Una dice: “non avrei mai pensato che in un giorno d’estate avrei visitato una discarica”. L’altro messaggio dice: “date un messaggio importante. Trasformate il brutto in qualcosa di bello”. Sono segnali importanti, che oggi assumono nuova forza alla luce dei progetti che guardano al futuro”.
  • Antonio Mazzeo, Regione Toscana, presidente del consiglio regionale. «In ogni luogo dove c’è innovazione e ricerca ci deve essere la politica. Ho apprezzato questo lavoro partito dalla giunta regionale per conoscere le nuove tecnologie e costruire un piano di rifiuti con economia circolare. La proposta sperimentale che si propone a Peccioli ha bisogno di tempo per essere progettata, costruita e verificata. Contiamo, per questo, nel primo consiglio regionale di settembre di approvare il progetto che la giunta ci ha mandato»
  • Ermete Realacci. “Seguo da vari decenni le vicende che riguardano Peccioli e, più di recente, quelle della Belvedere Spa. L’ho fatto da presidente di Legambiente, da parlamentare pisano e, adesso da presidente della fondazione Symbola oltre che nei miei altri ruoli.  Ho sempre trovato quella di Belvedere Spa un’esperienza esemplare e di grande interesse. Nessuno è perfetto e nel percorso si poteva e si potrà fare sempre meglio. Ma Bob Marley diceva che “le cose più belle non sono perfette, ma sono speciali”. E la maniera in cui Renzo Macelloni, e chi ha lavorato con lui, ha affrontato un tema delicato come una bonifica di una discarica “classica”, trasformandola in una discarica modello e con una forma di partecipazione avanzata dei cittadini, e dall’altra come centro di avanzamento e di sperimentazione, è un unicum a livello nazionale. È quello che sta accadendo adesso con il biometano e con l’ossicombustione. Sono queste le strade per utilizzare meglio i rifiuti che non sono recuperabili in nessuna altra maniera. E sono queste le strade per alleviare, per quanto possibile, la nostra domanda di energia spostandola su terreni che la rendono meno impattante sull’ambiente, che producono meno Co2 e che ci parlano di un futuro che è migliore.  So che, come sempre, ci saranno polemiche che vanno sempre ascoltate. Ma, per mia esperienza, poi le cose bisogna farle e farle bene. Non fare niente, però, in molti settori, è il danno peggiore per l’ambiente. Vale in molti ambiti, come nelle rinnovabili. Quando penso a cosa l’Italia non deve essere mi viene in mente parte della Sardegna che, dopo aver sperperato enormi quantità di denaro pubblico inseguendo il mito del carbone sardo, adesso si sta opponendo a tutte le forme di energie rinnovabili. Quelle che, invece, potrebbero generare occupazione, sviluppo e potrebbero rendere tranquillamente un territorio autosufficiente dal punto di vista energetico. Esempio simile vale nel campo dei rifiuti. Io vivo in una città, Roma, che non è riuscita a dotarsi di un sistema di smaltimento della frazione umida. Pur essendo il più grande comune agricolo d’Italia fa girare la frazione umida in mezza Italia con costi enormi, inefficienze e un aggravio di pressione sull’ambiente. Non è questa la strada che viene affrontata, invece, a Peccioli e che discuteremo al convegno del prossimo 27 giugno. In futuro dobbiamo partire da una riduzione delle quantità di rifiuti prodotti e da un recupero più spinto possibile e qui la Toscana può fare anche meglio. Ma mettere in rete e utilizzare esperienze come quelle della Belvedere Spa, che ora guarda di nuovo al futuro, in grado di abbinare partecipazione e buona gestione economica dei processi con un miglioramento della qualità della vita dei cittadini e dell’ambiente, è sicuramente la via giusta per l’ambiente, i territori e le comunità.”
  • rETEAMBIENTE
  • Renzo Macelloni alla presentazione del nuovo Impianto di ossidazione termica con tecnologia flameless. “Da dove siamo partiti: 1990 – dall’osservazione di una pozzanghera di percolato in superficie sulla discarica di Peccioli, una delle 40 esistenti in Valdera nelle stesse condizioni e nella totale distrazione degli ambientalisti dell’epoca, nasce l’esigenza di bonificare il sito e al tempo stesso recuperare nuove volumetrie da mettere a disposizione all’emergenza regionale. Così ha inizio la nostra storia! Dovevamo durare qualche anno e poi passare la mano a Chianni, una discarica costruita e gestita da privati. Grazie alla nostra buona gestione ambientale, coniugata con una visione industriale, le cose sono andate diversamente. Siamo ancora qui. 1995 – abbiamo iniziato a produrre energia elettrica dal biogas estratto dalla discarica, qualche anno prima quando presentammo il progetto fummo presi per visionari. 2000 – dal 2000 in poi e per almeno tre volte abbiamo chiesto di fare impianti di trattamento e non limitarci solo allo smaltimento, ma la provincia di Pisa allora competente nemmeno ci rispose! 2013 – con il passaggio delle competenze alla Regione Toscana abbiamo avuto la possibilità di costruire un impianto di trattamento meccanico biologico. 2015 – un accordo di collaborazione che ha visto nascere la società Albe (50% Belvedere e 50% Alia) per fare un investimento di 60 milioni di euro per l’impianto che tratterà 100.000 tonnellate di parte organica per produrre biometano e che entrerà in funzione entro la fine del 2023. 2023 – a seguito del bando emanato dalla Regione Toscana sulla manifestazione di interesse, un accordo tra Belvedere e Retiambiente ha permesso di candidaci a presentare un progetto per chiudere il ciclo dei rifiuti attraverso l’Impianto di ossidazione termica con tecnologia flameless. Il 9 giugno è stato depositato il progetto alla Regione. Siamo partititi dall’osservazione di un Pozzanghera fino ad arrivare alla costruzione di un sito industriale di smaltimento e trattamento rifiuti: dalla discarica (ancora indispensabile) a impiantistica innovativa fino all’impianto di ossidazione termica con tecnologia flameless che chiude il ciclo dei rifiuti senza produrre scarti! Scenari possibili e auspicabili – Da sottolineare l’importanza, sul piano locale e regionale, della collaborazione di Retiambiente e Belvedere che ha permesso di presentare questo nuovo progetto con il duplice risultato di dotare Retiambiente, società di proprietà di 100 comuni e titolare della gestione dei rifiuti in 4 provincie, di un impianto di trattamento rifiuti che chiude il ciclo dei rifiuti e rispondere positivamente al bando della Regione. Mi auguro che questa collaborazione possa continuare con l’obiettivo di struttura sempre di più Retiambiente sul piano della disponibilità impiantistica, sia per ragioni economiche che strategiche. Faccio un appello ai miei colleghi sindaci: ora osiamo di più nella strutturazione industriale di Retiambiente per trasformarla da società di partecipazione a società industriale assorbendo tutte le SOL (società operative locali) avendo come unico obiettivo quello di rimanere fortemente radicata al territorio e avendo come unica preoccupazione quella della soddisfazione degli utenti. Retiambiente a mio avviso, dovrebbe avere l’ambizione di allargare una quota del suo capitale sociale, sia per reperire risorse finanziarie e fare investimenti che per rafforzare il suo collegamento con il territorio in maniera indissolubile. Con un progetto societario e industriale unico nel suo genere ma di grande valore sociale. In questo caso la Belvedere guarderebbe con grande interesse e favore ad essere anche incorporata in Retiambiente. In questo caso dalla costa potremmo lanciare “un’OPA” amichevole ai nostri colleghi sindaci del fiorentino che attualmente sono molto impegnati in un dibattito per la possibile quotazione in Borsa delle loro aziende, con una suggestione: meno preoccupazione per la Borsa e più per il borsellino. Ripensando a Lucio Dalla potremmo anche dire anche: l’impresa eccezionale è essere normali!”

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