F.d.I mette il dito nella piaga? ''I medici chiedevano e non gli è stato dato''

PONTEDERA. "L’aumento sistematico dei nuovi casi positivi al Covid-19 e il passaggio della Toscana in zona rossa evidenziano che qualcosa non ha funzionato nella gestione dell’emergenza sanitaria da parte della nostra Regione."


In un comunicato Fratelli d'Italia Pontedera critica l'amministrazione dell'epidemia in Toscana: "Dati alla mano emerge che è il sistema di tracciamento dei contatti dei casi positivi a non avere funzionato e non funzionare tutt’ora. Si stima che qui in Toscana solo il 30% delle persone infettate sia stato contattato dall’Ufficio di igiene per provvedere a fare il tracciamento e l’isolamento delle persone. Specialmente qui a Pontedera è stata un disastro. Con l’aumento del contagio l’Ufficio di igiene, già pesantemente sottodimensionato fin dall’inizio dell’emergenza con pochi medici e poco personale, non ha potuto svolgere il servizio di tracciamento dei contatti permettendo così al virus di espandersi con maggiore velocità.

A Pontedera - continua FdI - siamo a un livello di positivi, sulla percentuale di tamponi, che raggiunge la metà della popolazione! Questa grave lacuna nell’iter procedurale del trattamento dei casi positivi al Covid-19, con la crescita esponenziale dei casi a causa del mancato tracciamento, ha messo in crisi tutto il sistema sanitario della città e della Regione, con il conseguente passaggio repentino da zona gialla a zona rossa! Altro che Immuni, altro che tracciamento. In questi mesi chi ci governa ci ha rassicurato che il contact tracing stava funzionando:balle. Ci raccontano che useranno Immuni: fantascienza. Dicono seguiranno i malati a casa: aspetta e spera.

La verità - prosegue il partito di destra pontederese - è che la grave carenza dell’Ufficio di igiene e il mancato assolvimento dei compiti che avrebbe dovuto svolgere ha messo in grave difficoltà la medicina di base. I medici di famiglia, oberati di lavoro in questo periodo, oltre a curare le altre patologie, che tutt'oggi esistono e devono essere trattate, sono diventati il punto di accesso più facile al sistema sanitario da parte dei pazienti COVID finendo per rivestire un ruolo che avrebbe dovuto essere svolto dall’Ufficio di igiene. Tra le conseguenze di questo disastro va aggiunto un altro particolare di non secondaria importanza: la mancata notifica dell’Ufficio di igiene impedisce al medico di base di poter effettuare anche i certificati medici per i pazienti che si assentano dal lavoro e che rischiano così di non aver pagata la malattia dall’INPS, la mancata notifica dell’ufficio di igiene quindi fa sì che un padre di famiglia che si assenta dal lavoro perché in quarantena veda il suo salario dimezzato perché non viene riconosciuta come assenza per malattia!


Possiamo identificare altre concause oltre al default del sistema sanitario che ha evidenziato le sue carenze? Certamente incentivare determinati comportamenti non è stato salutare e in questo anche Pontedera si è distinta: incoraggiare le movide, lo svago, apertura di nuovi locali non ha lanciato il segnale di un atteggiamento prudente. Un messaggio piuttosto contraddittorio… L’invito ad atteggiamenti responsabili da parte delle istituzioni nei riguardi dei propri cittadini deve corrispondere al medesimo atteggiamento da parte delle istituzioni. Da fine maggio non si sente ripetere che ad ottobre avremmo assistito alla seconda ondata di epidemia in concomitanza dell’arrivo della stagione autunnale. Cosa è stato fatto per impedirlo? Poco o niente e adesso il disastroso risultato è sono sotto gli occhi di tutti.

Purtroppo, è vero che la storia non è magistra vitae. In questi mesi - conclude Fratelli d'Italia - non sono stati ascoltati i medici di famiglia che invocavano un potenziamento del servizio di igiene non sono state adottate le misure di miglioramento del sistema sanitario, invece come sempre si è cercato di ricorrere a metodi di urgenza finendo così per far ricadere le colpe sui cittadini che confusi da messaggi contraddittori sono stati colpiti nuovamente da questa epidemia."

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