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Pontedera, presidente Millozzi: «Campionato falsato, valori calpestati»

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Si riporta integralmente il Comunicato ufficiale del Presidente dell’US Città di Pontedera, Simone Millozzi: «Campionato falsato, valori calpestati: il Pontedera non ci sta».

La possibile esclusione del Rimini Calcio dal campionato di Serie C scuote il mondo del calcio professionistico italiano. A intervenire con durezza è il presidente dell’US Città di Pontedera, Simone Millozzi, che attraverso un comunicato ufficiale denuncia un sistema “che continua a penalizzare le società virtuose e a minare la credibilità della competizione”. Millozzi punta il dito contro controlli inefficaci e gestioni improvvisate, sostenendo che episodi come questo compromettono risultati sportivi, investimenti dei club e fiducia dei tifosi, e chiede riforme concrete e regole applicate con rigore.

«La probabile esclusione del Rimini Calcio dal campionato di Serie C rappresenta una ferita profonda per tutto il movimento calcistico italiano, non solo per la società direttamente coinvolta. È l’ennesimo episodio che mette a nudo fragilità sistemiche, mancanza di controlli efficaci e una gestione complessiva che continua a penalizzare, paradossalmente, proprio le realtà che rispettano le regole, i bilanci e i valori etici dello sport.

È l’ennesima dimostrazione di un sistema che continua a non funzionare. Un sistema che permette a società prive dei requisiti minimi di sostenibilità di iniziare una stagione professionistica, salvo poi crollare a campionato in corso, trascinando con sé atleti, tifosi e la credibilità della competizione.

Come Presidente dell’US Città di Pontedera non posso tacere la profonda indignazione che questa vicenda genera. Da anni portiamo avanti un modello fatto di responsabilità, equilibrio economico e attenzione maniacale alla sostenibilità, nella consapevolezza che il calcio professionistico debba basarsi prima di tutto sulla solidità e sulla correttezza. Vedere che tutto questo viene messo in ombra da vicende che si ripetono con inquietante regolarità è frustrante, scoraggiante, e profondamente ingiusto nei confronti di chi lavora ogni giorno con trasparenza.

Le società che operano con serietà, rispettando bilanci, obblighi e parametri, si trovano puntualmente penalizzate da controlli che si rivelano tardivi, inefficaci e, troppo spesso, formali. È inaccettabile. È una ferita diretta ai club virtuosi e un danno evidente per l’intero movimento.

Esprimo solidarietà ai giocatori del Rimini, costretti a mesi di mancati stipendi e a un epilogo umiliante che non avrebbero mai dovuto subire. Ma ciò non può oscurare la realtà: il campionato risulta compromesso. Quando le verifiche economiche e i controlli sulla solidità societaria non vengono applicati con rigore all’inizio della stagione, quando i segnali d’allarme vengono ignorati o minimizzati, le conseguenze ricadono su tutti. Sulle classifiche. Sulle programmazioni tecniche. Sull’investimento dei club virtuosi. Sulla credibilità stessa della competizione.

Oggi, questa mancanza di vigilanza porterà con tutta probabilità alla riscrittura della classifica, con conseguenze pesanti e dirette anche sul nostro club. Il lavoro dei nostri tesserati, i risultati conquistati sul campo e le strategie sportive costruite con rigore vengono distorti da eventi che nulla hanno a che fare con il merito sportivo.

Non si può chiedere serietà ai club se la stessa serietà non viene garantita dagli organi deputati al controllo.

È giunto il momento di dirlo con chiarezza: servono regole applicate con fermezza, controlli veri e un’assunzione di responsabilità da parte di chi ha il compito di garantire la regolarità delle competizioni. Non è più accettabile che la trasparenza e il rispetto delle norme diventino un fardello per chi li applica, mentre l’improvvisazione continui a essere tollerata fino a produrre danni irreparabili.

L’US Città di Pontedera pretende — non semplicemente auspica — che questa vicenda segni una svolta. Non c’è più spazio per la superficialità né per l’indulgenza verso comportamenti che mettono a rischio la credibilità del sistema.

Chiediamo, come società che opera ogni giorno con rigore e trasparenza, che si apra una riflessione vera, non di facciata. Che si ripristini un principio basilare: un campionato professionistico deve poggiare su basi solide, non su speranze o su equilibri instabili. La dignità dei calciatori, il lavoro degli staff, gli sforzi economici delle società e la passione dei tifosi meritano rispetto. E questo rispetto nasce da regole chiare e da controlli applicati con fermezza.

Con amarezza, indignazione e ferma determinazione,
Simone Millozzi
Presidente dell’US Città di Pontedera». 

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