Pisa – Regole si, coprifuoco No. Regolamento inaccettabile, mazzata sul futuro di moltissimi locali

Regole si, coprifuoco No. L’approvazione in Consiglio Comunale del nuovo Regolamento delle attività economiche che impone il divieto di somministrazione di alcolici alle ore una e nelle pertinenze esterne dei locali a mezzanotte è un provvedimento inaccettabile, che equivale a decretare la morte di molte attività. E’ questala posizione ufficiale di Confcommercio Pisa in merito al nuovo Regolamento che è espressa in una petizione che l’associazione di categoria sta divulgando presso locali e pubblici esercizi del centro storico. #gliabusiviesultano, #desertificazione, #economiaaterra, #cittàdormitorio #ancoramenosicurezza, sono gli hastag della comunicazione targata Confcommercio Pisa. “Il nuovo Regolamento non servirà a ridurre il consumo incontrollato di alcool e i relativi effetti di degrado ambientale e sociale, perché colpisce esclusivamente i locali pubblici responsabili e in regola, incentivando e favorendo al massimo la già straripante concorrenza illegale di abusivi e irregolari” – è scritto. E ancora: “Dà una mazzata al lavoro e al futuro di moltissimi locali e attività, a imprenditori che fino ad oggi hanno investito e creduto in questa città, con serissime conseguenze su tutto l’indotto economico e sull’occupazione, costringendo questi imprenditori a vendere le loro attività per disperazione a soggetti spregiudicati e borderline”. E poi “criminalizza ingiustamente cittadini, turisti e studenti che scelgono di utilizzare il proprio tempo libero notturno in cerca di socialità e sano divertimento, imponendo di fatto una sorta di coprifuoco con locali chiusi e gente rintanata in casa”. Infine “più gente in strada e  locali aperti vuol dire più controllo sociale e più sicurezza per tutti i cittadini” al contrario il centro resterà in balia di “sbandati, spacciatori e alcolizzati”.

Concludendo,l’auspicio dell’associazione di via Chiassatello è che “il buonsenso prevalga, e che si raggiunga tempestivamente un punto di equilibrio tra diritti differenti, quali dormire, divertirsi, commerciare”.

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