A cena sull'autostrada

Commento al DPCM diffuso nella giornata di oggi domenica 25 ottobre. 

"Il titolo di questo articolo la dice lunga sul futuro del settore servizi & ristorazione, ancora una volta colpito e purtroppo affondato, dall'ennesimo Decreto a firma del “Giuseppi” che, strano ma vero, se la prende principalmente con un settore che tra imprenditori, operatori e fornitori, supera abbondantemente il milione di addetti".

"Dopo la prima chiusura totale di Marzo e Aprile, si era imposto giustamente l'adeguamento alle norme anticovid. Intervento effettuato subito, in quegli esercizi “miracolosamente” sopravvisuti alla prima tempesta.  Adesso, evidentemente non contenti, i nostri “esperti” governanti, tornano a ribastonare il settore, convinti che il virus si nasconda tra spaghetti alla puttanesca, o ribollita.  Con quale criterio si può pensare che, soprattutto la ristorazione possa sopravvivere rimanendo in funzione solo per il pranzo. La chiusura alle 18 per questo settore, ha il sapore di una presa per i fondelli".

"Chi è che va a cena alle 16? Tra l'altro, il cosiddetto pranzo, almeno che non sia per qualche festa (ovviamente proibita), in realtà è un rapido rifocillarsi, prima del rientro al lavoro (finchè ne rimane). Facile quindi immaginarsi il “grandioso” incasso della giornata. Il Governo tanto per cambiare, promette come sempre provvedimenti a “ristoro” (ma ci prendono proprio in giro) per il settore colpito. Difficile da credere alla promessa, anzi, nel frattempo, dal primo di Ottobre è scattato l'aumento della bolletta di acqua, elettricità e gas. Tutte energie indispensabili a questo settore economico. Anche i bar non se la caveranno meglio, le ore 18 coincidono con il rito dell'aperitivo, un rito che ha prodotto l'effetto movida. Pratica quest'ultima esercitata incoscientemente dai giovani che adesso saranno  privati di una libertà per loro essenziale. Leggendo il Dcpm, ovviamente scritto in burocratichese giusto per non essere compreso, non si  trova traccia dei servizi di autotrasporto. Si “consiglia” di usare mezzi propri (bontà loro che ci hanno concesso il  bonus monopattino!!!)".

"E questo la dice lunga sulla virulenza di bus, e metropolitane dove quotidianamente si accalcano centinaia di migliaia di pendolari e studenti. Altro che distanza di sicurezza. Già ma questo  per i grandi “esperti” non conta, come se il covid non potesse accedervi perchè privo di biglietto. “Ma mi faccia il piacere...” avrebbe detto il grande Totò. Certo che nessuno ha la bacchetta magica. Ma nei mesi estivi questi signori (minuscolo d'obbligo) dove stavano? Sapevamo che con l'Autunno il virus, che non è mai scomparso, sarebbe tornato alla carica. Non si potevano approntare misure preventive, ivi comprese quelle per i trasporti e per la Scuola, dove “tutto va bene” dicono, bene un bel piffero! Si era paventato prima dell'ennesimo decreto, anche di proibire l'uscita, durante il “coprifuoco”, anche per portare il cane a fare i propri bisogni. Poi evidententemente  per mancanza di fondi  necessari all'attivazione del “bonus lettiera per cani”, “l'intelligente” proposta è decaduta. Tornando al nostro titolo ed alla ristorazione, rileggendo tre le righe del “capolavoro” governativo, si nota come i bar e ristoranti delle autostrade, rimangano sempre aperti. Quindi, se volete invitare ad una cena romantica la morosa e/o amante, sapete come fare. Dimenticavo, la candela ve la dovete portare da casa!"

Doady Giugliano

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