14.8 C
Pisa
lunedì 13 Aprile 2026
10:53
LIVE! In continuo aggiornamento

Da Lucca alla Rai: la storia di Tobino e di Maggiano diventa una serie tv con Lino Guanciale

10:47

La storia di Mario Tobino e del manicomio di Maggiano approda sulla Rai con una serie girata tra Toscana e Roma. Un racconto che riporta al centro la memoria di un territorio e una pagina importante della storia sociale e culturale toscana.

LUCCA – Sta per arrivare su Rai1 “Le libere donne”, una nuova serie televisiva ispirata al romanzo Le libere donne di Magliano, capolavoro del medico-scrittore Mario Tobino ambientato negli anni ’40 e ’50 nell’ospedale psichiatrico di Maggiano, alle porte di Lucca: l’appuntamento è per il prossimo 10 marzo. Le riprese, concluse recentemente con protagonista Lino Guanciale nei panni di Tobino, sono state girate tra Roma e la Toscana, con diverse scene nel territorio lucchese e nel centro storico di Lucca, e puntano a raccontare con grande sensibilità un mondo spesso dimenticato dalla memoria collettiva.

Follia nella letteratura: dal mito alla realtà

La follia ha da sempre affascinato scrittori e artisti come luogo simbolico di rottura, specchio delle contraddizioni umane, e via di accesso ai limiti dell’esperienza. Da opere classiche come il Decameron di Boccaccio, Hamlet di Shakespeare e L’Orlando Furioso di Ariosto a romanzi moderni che esplorano l’alienazione e l’io spezzato, la follia serve a interrogare i confini tra sanità e malattia, tra normalità e diversità. La letteratura del Novecento italiana aggiunge una dimensione sociale a questo tema, mettendo in discussione non solo i criteri diagnostici ma anche le istituzioni — primo fra tutti il manicomio — e il modo in cui la società ha gestito chi vive “fuori norma”.

Chi era Mario Tobino e cosa fu Maggiano

Mario Tobino (Viareggio 1910 – 1991) fu medico, psichiatra e poeta: dopo la laurea visse per oltre quarant’anni all’ospedale psichiatrico di Maggiano, dove per lungo tempo fu responsabile del reparto femminile. Il luogo reale — spesso identificato nel romanzo semplicemente come Magliano — non è solo sfondo narrativo: è un microcosmo sociale in cui si intrecciano storie individuali, disperazioni, dignità e contraddizioni di un sistema sanitario che ancora non conosceva gli psicofarmaci e in cui la reclusione psichiatrica era pratica comune.

Tobino, con uno stile a metà tra diario e prosa poetica, rompe il silenzio su quel mondo, presentando le pazienti non come casi clinici anonimi, ma come individui con nomi, storie e leggi proprie che sfidano lo sguardo pregiudizievole del “normale”.

Il romanzo e i personaggi

Nel diario‑romanzo Le libere donne di Magliano, pubblicato nel 1953, Tobino registra la vita quotidiana nella “Vigilanza”, il reparto femminile dell’ospedale: donne afflitte da depressione, erotismo, disperazione, ma anche da una creatività imperscrutabile. Tra i personaggi ricordiamo figure emblematiche come Lella, circondata da fiori e animali, o la Berlucchi, tormentata da un dolore esistenziale che la porta a gesti estremi. (

Non si tratta di semplici storie di malattia, ma di ritratti di umanità complesse, che Tobino osserva, ascolta e racconta con pietà e profondità, capovolgendo l’idea tradizionale di “pazzo” come colui che non merita comprensione. (fondazionemariotobino.it)

“Gli ultimi giorni di Magliano”: diatribe, Basaglia e riforma

Negli anni ’70 la psichiatria italiana fu attraversata da una profonda crisi culturale e istituzionale: il movimento guidato da Franco Basaglia chiedeva la totale chiusura dei manicomi come luoghi di esclusione, mentre molti psichiatri come Tobino avvertivano dubbi e paure circa il destino dei malati una volta liberati.

Tobino raccolse queste tensioni nel libro Gli ultimi giorni di Magliano, pubblicato nel 1982: un testo che assume i toni di un pamphlet contro alcuni aspetti delle riforme, e in cui emerge la sua profonda preoccupazione per il destino dei pazienti, specie gli “anziani cronici” che avevano conosciuto solo il manicomio come casa.

La legge n. 180 del 1978 — nota come legge Basaglia — sancì la chiusura degli ospedali psichiatrici e l’istituzione dei servizi di salute mentale territoriali, segnando una svolta epocale nel trattamento del disagio mentale in Italia. Tobino, pur condividendo l’obiettivo di dignità per i malati, temeva che l’abolizione totale delle strutture senza un sistema assistenziale adeguato potesse lasciare “senza casa” chi aveva passato decenni in istituti chiusi.

Perché questa serie è importante

Questa fiction Rai non è solo un “period drama”: è l’esercizio di memoria di un’epoca in cui il manicomio era al centro di pregiudizi sociali, contraddizioni culturali e battaglie civili. Attraverso la lente di Tobino, e delle libere donne che vivevano tra le corsie di Magliano, l’opera ci invita a riflettere su cosa significhi follia, su come la società definisce la normalità, e su come le istituzioni trattano chi è diverso da noi. In un momento storico in cui il tema della salute mentale torna centrale, una serie come questa ha il valore di restituire voce a chi, troppo a lungo, è stato confinato all’ombra della storia.

Ultime Notizie

Pontedera, Braglia: “Volevo fare il miracolo”, il Mister sulla retrocessione

Il Pontedera sconfitto tra le mura amiche del Mannucci contro il Ravenna (0-1) è retrocesso in serie D, (a meno di una eventuale riammissione...

Ritrovato cadavere carbonizzato in un bosco, indagini in corso

Uomo di 68 anni trovato morto e carbonizzato in un bosco: indagini in corso e disposta l’autopsia per chiarire le cause. Un uomo di 68...

Ucciso a Massa, fermati due maggiorenni e un minorenne: chi sono

Rissa a Massa: morto un uomo di 46 anni, ferito un altro. Fermati due maggiorenni e un minorenne, indagini in corso. Un violento episodio avvenuto...

Schianto fatale, muore uno chef di 46 anni: lutto a Pisa

Si occupava di consulenze per una realtà della ristorazione a Pisa, mettendo a disposizione competenze e passione. Doveva essere un normale rientro dal lavoro, come...

Pisa, apertura straordinaria dell’Ufficio anagrafe alla Sesta Porta 

Servizi comunali, sabato 18 aprile apertura straordinaria dell’Ufficio anagrafe alla Sesta Porta. Assessore Sikera: “Un servizio aggiuntivo per agevolare il rilascio della carta d’identità...

TecnOrienta 2026: alla Stazione Leopolda orientamento tra scuola e lavoro

TecnOrienta 2026, il 16 aprile alla Stazione Leopolda l’evento di orientamento tra scuola e lavoro. Assessore Frida Scarpa: «Un’occasione concreta di incontro tra scuola...

News più lette negli ultimi 7 giorni

Cenaia, Andrea (Dj Rudy) è morto a 41 anni: pioggia di messaggi di cordoglio

Andrea De Angeli, conosciuto come Dj Rudy, ci lascia a 41 anni. Tantissimi i messaggi di cordoglio da amici e comunità. È con profondo dolore...

Pisa, addio a Claudio Strambi: infermiere e sindacalista muore a soli 60 anni

Si è spento l’8 aprile a Pisa Claudio Strambi, infermiere e sindacalista da sempre impegnato nella tutela dei diritti dei lavoratori, in particolare nel...

Ponsacco shock: capannone nasconde officina abusiva e rifiuti pericolosi

GdiF Pisa: sequestrata un’officina abusiva all’interno di un capannone industriale e ingenti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi. Nell’ambito delle attività finalizzate al contrasto del fenomeno...

Fi-Pi-Li, automobilisti sotto shock: segnalata testa di animale appesa al cavalcavia di Cascina

Forte sconcerto sulla SGC FI-PI-LI, nel tratto di Cascina in direzione Pisa, per la segnalazione di quella che sembra essere la testa di un...

Peccioli, rinvenuto residuato bellico a Fabbrica: area delimitata

Rinvenuto residuato bellico a Peccioli (Fabbrica, Gattero) il 6 aprile 2026: area delimitata e adeguatamente segnalata. Un residuato bellico, probabilmente una bomba per mortaio da 8...

Esplosioni nella notte a Pisa: paura in città, bancomat nel mirino

Due esplosioni nella notte a Pisa: paura tra i residenti e ipotesi assalto a un bancomat. Indagini in corso delle forze dell’ordine. PISA – Attimi...